IL SOLE DEL GIOVEDÌ
Molti dei critici paludati, in questi anni di "flessione e recessione" ci hanno fatto venire il mal di testa, continuando a parlarci di pulp e di cannibali, ma senza intendere con ciò riferirsi né al delizioso filmetto Pulp Fiction, né ai negretti con naso traforato dall'osso che ballano attorno al pentolone pieno d'acqua bollente e che tante illustrazioni oleografiche ci hanno tramandato; no, loro, i paludati, intendevano parlarci dei giovani scrittori che per un aspetto un tantinello quotidiano delle loro tematiche, hanno così ritenuto di poter definire. Insomma situazione generazionale (che accomuna, con gran confusione e allegria terminologica, Brizzi a Baricco) cresciuta a tivù, droga, musica e fumetti. Ebbene, anche questa volta remerò contro: io (per le vostre letture sotto l'ombrellone) vi voglio suggerire un libro uscito ancora nel 1990 per i tipi Guanda e scritto da Félix de Azúa, professore di estetica all'università di Barcellona. Il titolo del libro è: "Storia di un idiota narrata da lui stesso" e lo consiglio a tutte le persone sopra i diciott'anni, non per i contenuti scabrosi (che non ci sono), semplicemente per poterne capire al cento per cento tutti i riferimenti (dalla serie: PRIMA VOTATE E POI LEGGETE).
Chi poi non dovesse capirli non si preoccupi, il divertimento è assicurato lo stesso; come dire: chi se contenta gode e dimentica el mal de panza!
Giacomino Pixi