20.02.2008
S'inaugura, mercoledì 20 febbraio 2008, alle ore 21, presso le ampie sale del "Caffè Vatta" (in via Nazionale 38, a Villa Opicina) una mostra del pittore Luca Bidoli.
L'autore (nato a Gorizia nel 1967), che ha condiviso esperienze e appuntamenti artistici con autori come Giovanni Pulze e Annamaria Iodice, in questa occasione propone una serie di lavori su tela incentrati sul tema complesso del rapporto tra uomo e animale, tanto che il titolo (accompagnato da un punto interrogativo retorico) dichiara in maniera esplicita: "Non vorrai paragonare gli uomini a noi animali?"
L'artista si avvale della pittura come mezzo per inviare i suoi messaggi: il processo creativo parte dall'impiego della fotografia e della computer grafica, mezzi che vengono usati per comporre i soggetti delle sue opere. Poi avviene il passaggio alla fase manuale, con l'esecuzione del disegno su tela e della stesura del colore: molto giallo acido, molto blu cupo. La figurazione d'impianto narrativo, semplice e immediata, viene però stravolta da una marcatura dei contorni a nero: un modo per rendere più forte il messaggio e per semplificare il soggetto raffigurato.
I limiti dettati dalla dimensione della tela vengono usati per tagliare i soggetti, proponendo sempre delle situazioni incomplete e sospese, stimolando in chi guarda, la facoltà di elaborare un proprio pensiero. Ma la cosa che maggiormente intriga è l'uso davvero poco canonico del cane nelle sue tele, dove questo assume dignità e cessa di essere asservito a una cultura biblica della dipendenza, dove tutto il creato (evidentemente sprovvisto della favilla divina o, comunque, di inferiore dignità) è messo a disposizione dell'uomo; no, qui l'uomo è spesso assente o se c'è e come se non ci fosse: è come una voce debole dal fondo e che non riesce ad affermarsi.
Bidoli cerca, quindi, di esplorare attraverso i propri quadri la frontiera labile che separa l'umanità dell'animale dalla bestialità dell'uomo, toccando le corde più intime e sincere che sono dentro ciascuno di noi. E per fare questo accetta e studia la diversità non più in termini superiori, ma semplicemente per quello che essa è: un tentativo di vivere.
Gli animalisti sono quindi avvisati: a questo appuntamento, curato da Gary Lee Dove, in collaborazione con l'Associazione JULIET, non potranno mancare né la loro assenza sarà giustificata. La mostra chiuderà il 30 marzo.
Orario di visita: da lunedì a domenica, dalle 9 alle 22.