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Martedì 20 Dicembre 2011 - Fabio RINALDI

Foto di FABIO RINALDI, a TRIESTE, via Roma n 20, I piano
presso il Centro Direzionale della BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI STARANZANO E VILLESSE


Martedì 13 aprile 2010

L U C A B I D O L I
al "MITI caffè" - via Torrebianca 39/b - Trieste
aperto da lun a sab, dalle 9 alle 20 - tel 347 1479018 -
i n i z i a t i v a p r o m o s s a d a A s s o c i a z i o n e J u l i e t
Martedì 13 aprile, alle ore 19.00, al Miti caffè di via Torrebianca 39/b, a Trieste, un locale che ha aperto i battenti da meno di un anno e che vuole dotarsi di un'anima "letteraria", si inaugura una mostra con le più tipiche opere di Luca Bidoli.
Luca Bidoli, con grande ironia, saccheggia l'immaginario contemporaneo, inquadrando le sue scene in maniera più radicale e spiazzante di quanto non abbia fatto Degas e definisce il profilo e le campiture dei suoi soggetti con tre soli pigmenti: il rosso, il giallo e il blu, che a dirla tutta sono i cosiddetti colori fondamentali, e quindi sotto sotto nascondono l'ampia gamma dello spettro solare; ma Bidoli, non li sovrappone, non li stempera: li giustappone e ne radicalizza l'effetto, rendendo la patina acida e forte. Si tratta soprattutto di interni, di cui ci vengono fatti vedere i particolari, manipolandoli e montandoli uno addosso all'altro, abbassando radicalmente l'orizzonte, dando loro titoli descrittivi, ma forse solo per trarci maggiormente in inganno. Siamo di fronte a un'operazione che si infila in quella pratica postmoderna di descrizione dell'assenza, dell'attraversamento senza retorica e reputazione dell'antico e del moderno, considerati, prima che memoria storica, testimonianza di un presente che facilmente può intrecciare un colloquio con l'intimità quotidiana, con la narrazione minima, senza sospesi e senza paure di sorta.
L'operazione è la quintessenza della contaminazione: delle immagini con sé stesse, in quanto sono la risultante di montaggi di frammenti fino a diventare ingombranti come illustrazioni ingrandite a dismisura.
Il suo lavoro si caratterizza, allora, per una palese volontà sottrattiva, pur mostrandosi nell'apparente formalismo di queste grandi tele dove l'occhio può galleggiare tra i dettagli e allo stesso tempo può soffermarsi sugli spazi vuoti che non possono che darsi, ironicamente, se non per metafora di qualcosa che è già stato distrutto nel gesto stesso del saccheggio. I suoi sogni, pertanto, non sono né confessioni autobiografiche né messaggio subliminale. Le pitture esposte in questa mostra appaiono perciò come la metafora di un viaggio meditabondo attraverso il misterioso libro della memoria intima della nostra quotidianità.
La serata inaugurale sarà presentata dal critico Alessandra Vicari.
I nomi dei prossimi artisti, che si susseguiranno a scadenza di circa sessanta giorni, all'interno di questo progetto di esposizione contaminata e dialogica, sono quelli di: Antonio Serrapica, Carlo Fontana, Paola Vattovani.
Per ulteriori info: www.lucabidoliarte.it julietart.net 329 2229124.