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Martedì 20 Dicembre 2011 - Fabio RINALDI

Foto di FABIO RINALDI, a TRIESTE, via Roma n 20, I piano
presso il Centro Direzionale della BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI STARANZANO E VILLESSE


Giovedì 4 marzo 2010

J U L I E T - VIA MADONNA DEL MARE 6 - TRIESTE
tel. 040-313425 julietart.net ogni martedì dale 18 alle 20.30 e su app.
S'inaugura, giovedì 4 marzo 2010, alle ore 18.30, presso lo Spazio Juliet (via Madonna del Mare 6, a Trieste ) una mostra di Patrizia Sacilotto, una autrice che emerge con forza da quella situazione figurativa legata al tema del pattern di ascendenza neopop e neofigurativa.
A differenza di altri autori, le cui immagini sembrano avvicinarsi allo spirito romantico incline a tratteggiare la realtà caricandola di segni misteriosi o arcaici, Sacilotto dipinge bloccando un'immagine che pare trovare la sua strada nel supporto fotografico oltre che nei soggetti d'invenzione; ma non quella classicamente equilibrata o sapientemente distratta, bensì una delle innumerevoli pose che in una carta da parati o in una selva illusoria non alludono ad alcuna narrazione, ma rinviano al groviglio, al senso del pieno e della saturazione.
Questo tipo di pittura si connette a sé stessa per quel transitare di figure sull'orlo di un vortice o di un maelstrom, creato con una luce cruda che risucchia una amplissima gamma cromatica, e facendosi suggestione disorientante, falsante, accecante. Il tempo formalizzato non è armonia, quanto sistema di misura caotico e superficiale. Tempo e luce in Sacilotto non sono termini nostalgici, bensì due situazioni di costrizione assoluta della natura; lo spazio è soffocato e compresso, quasi privo di spiragli o di varchi praticabili.
Questi lavori appartengono pertanto a quel dipingere inquieto e quasi di "maniera" che plana su un figurativismo intriso di calma solo apparente, e parla invece del vuoto scavato intorno alle foglie ai petali che ci appartengono ma dei quali abbiamo perduto il nome e il contatto. Ancora una volta la riflessione non porta l'aspetto di una rovinosa rivoluzione, bensì le spoglie conosciute di una figura quasi restaurata: nel suo formalismo fragile e inattuale, la pittura proposta conduce verso uno smantellamento della retorica di un'arte falsamente sociale e popolare ma, al tempo stesso, anche verso una possibile autodistruzione per l'ammassarsi delle troppe masse coloristiche.
La mostra, curata da Roberto Vidali, in collaborazione con Griffe concept store e Girardi Spumanti, chiuderà il 25 maggio; orario di visita: ogni martedì dalle 18 alle 20,30 oppure su appuntamento telefonando al numero 040-313425.