Lunedì 8 febbraio 2010
A L D O D A M I O L I
al "MITI caffè" - via Torrebianca 39/b - Trieste
aperto da lun a sab, dalle 9 alle 20 - tel 347 1479018 -
i n i z i a t i v a p r o m o s s a d a A s s o c i a z i o n e J u l i e t
Lunedì 8 febbraio, alle ore 19.00, al Miti caffè di via Torrebianca 39/b, a Trieste, un locale che ha da poco aperto i battenti e che vuole dotarsi di un'anima "letteraria", si inaugura una mostra con le più tipiche opere di Aldo Damioli: le "Venezia New York" già molto note al pubblico triestino per essere state presentate anni addietro, e in più occasioni, dalla locale galleria Arte 3.
Il lavoro di Damioli adotta le categorie dello spaesamento e dell'ronia, concentrandosi sulla stratificazione meticolosa di segni e caratteri, sull'aggregazione di forze eterogenee, capaci di spazzar via ogni concretezza semantica (o informazionale), quasi in uno schema di fusione che sta in bilico tra la ricostruzione scenografica di un film storico e la rilettura grafico-computerizzata di un monumento archeologico distrutto da un cataclisma. Insomma, si tratta di quinte sceniche, un po' vere e un po' finte, come quelle colonne di cartapesta ad uso Cinecittà, che più che sembrare romane, apparivano come perfetti esempi di una postmodernità anticipata. Ma in definitiva è anche possibile parlare di paesaggi ibridati, che mescolano la potenza dello stile alla realtà del paesaggio: non Venezia, non New York, bensì un corpo misto che ingloba sia Venezia e sia New York; cioè una tipologia reinventata, un po'come l'italiano in gondola e col mandolino, ritagliato su sconcertanti luoghi comuni a misura dell'americano medio degli anni Quaranta!
Il potere di osservazione di quest'incredibile pittore di paesaggi sembra aggiungere ulteriori significati al puro dato iconografico. Egli vede come attraverso un microscopio, sente con l'aiuto di un cornetto acustico e la sua memoria è simile a quella di un album fotografico che raccoglie quanto si è visto e sentito. In tutto questo è implicito non solo l'attenzione per una definizione precisa, ma c'è una vera e propria determinazione di affermare non la verità, bensì il verosimile; quello che potrebbe divenire la realtà o che si potrebbe far credere tale.
La serata, al Caffè Miti, sarà introdotta dal critico Alessandra Vicari, e avrà come corollario una degustazione di vino Cabernet franc di Borgo Claudius.
La mostra, curata dall'associazione Juliet, sarà visitabile fino al 17 aprile con orario da lunedì a sabato, dalle ore 9 alle 20.
I nomi dei prossimi artisti, che si susseguiranno a scadenza di sessanta giorni, all'interno di questo progetto di esposizione contaminata e dialogica, sono quelli di: Luca Bidoli, Antonio Serrapica, Carlo Fontana, Paola Vattovani. Per ulteriori info: 329 2229124.