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Martedì 20 Dicembre 2011 - Fabio RINALDI

Foto di FABIO RINALDI, a TRIESTE, via Roma n 20, I piano
presso il Centro Direzionale della BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI STARANZANO E VILLESSE


Lunedì 28 Settembre 2009

PAOLO CERVI KERVISCHER
al "MITI caffè" - via Torrebianca 39/b - Trieste
aperto da lun a sab, dalle 9 alle 20 - tel 347 1479018 -
iniziativa promossa da Associazione Juliet
Nella Parigi fin-de-siècle, centro culturale indiscusso dell'Europa fino al 1939, prototipo delle megalopoli, e luogo di piaceri notturni, gli artisti bohemienne, quelli che si opponevano all'accademismo e al gusto dominante, intriso di un acceso istinto di conservazione o di piccato decadentismo, in nome di una trasgressività che doveva attendere molti anni prima di affermarsi, ancora distanti dal grido espressionista e poi da quello futurista, ebbero talvolta la simpatica idea di esporre le loro opere in locali da ballo e cabaret alla moda, coniugando così, in maniera inaspettata, lo spettacolo confuso della modernità con la sua stessa rappresentazione.
In questo modo, nei loro quadri, questi autori, non solo si presero l'impegno di descrivere il mondo che avevano sotto i loro occhi (le ballerine, i clienti dei locali, i musicisti, la banconiera, le luci del varietà, ecc), ma ebbero anche l'ardire di riflettere direttamente sui luoghi che era loro abitudine frequentare. Tra tutti questi pittori spicca, però, il nome di Toulouse-Lautrec vero e proprio ritrattista di quell'epoca felice e gaudente.
Ora, al Miti caffè, un locale che ha da poco aperto i battenti e che vuole dotarsi di un'anima "letteraria", e dove si sorseggia un ottimo vino Malvasia Tenuta di Blasig e si gustano dei sandwich vegetariani incredibili, si pone al centro dell'attenzione, ricollegandosi in qualche modo a quel passato glorioso, grazie a un progetto espositivo, curato dall'Associazione Juliet, e che nei prossimi mesi vedrà sfilare le proposte di alcuni pittori. L'idea di questa iniziativa non vuole solo rifarsi ad esempi nobili della Parigi ottocentesca, ma pretende anche di sottolineare la fine del "cubo bianco" come principio espositivo della cultura moderna, per giocare sulla contaminazione di segni e luoghi non ufficiali.
Il primo appuntamento, che dà avvio a questa contaminazione, vedrà alle pareti le opere di Paolo Cervi Kervischer, autore che procede per cancellazioni pittoriche, in modo da cavare fuori la figura della modella da una superficie piatta e neutra. Se si parlasse di scultura si dovrebbe riferirsi a un autore che "leva" la materia per arrivare allo spirito dell'opera, alla sua vera vita. Anche se il confronto può sembrare azzardato è questo il suo metodo e il suo modo di procedere. Potremmo però ricordare anche la ceramica greca e, quindi, il rapporto tra figura e sfondo, tra contorno che si fa campitura, come in un incontro notturno, quando i profili solo visibili solo in maniera confusa.
Questo primo incontro è fissato per lunedì 28 settembre, alle ore 19.00. La serata sarà introdotta dal critico Alessandra Vicari. Le opere saranno poi visibili fino alla prima settimana di novembre, con orario da lunedì a sabato, dalle ore 9 alle 20.
I nomi dei prossimi artisti, che si susseguiranno a scadenza di quaranta giorni, all'interno di questo progetto di esposizione contaminata e dialogica, sono quelli di: Giovanni Pulze, Aldo Damioli, Luca Bidoli, Antonio Serrapica. Per ulteriori info: 329 2229124.