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Martedì 20 Dicembre 2011 - Fabio RINALDI

Foto di FABIO RINALDI, a TRIESTE, via Roma n 20, I piano
presso il Centro Direzionale della BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI STARANZANO E VILLESSE


25.07.2009

Sabato 25 luglio, alle ore 20, presso l'affascinante spazio museale del Civico Museo Sartorio (largo Papa Giovanni XXIII), si inaugura la mostra del pittore Claudio Massini. In parallelo, opere di Claudio Massini saranno esposte fino al 5 novembre all'interno dei seguenti musei civici della città di Trieste: Civico Museo Sartorio, largo Papa Giovanni XXIII n. 1 (da martedì a domenica, dalle ore 9 alle 13); Castello di San Giusto, piazza della Cattedrale n. 3 (da lunedì a domenica, dalle ore 9 alle 19); Civico Museo di Storia ed Arte, via della Cattedrale n. 15 (da martedì a domenica, dalle 9 alle 13); Civico Museo Teatrale "Carlo Schmidl", via Rossini n. 4 (da martedì a domenica, dalle 9 alle 19); Civico Museo d'Arte Orientale, via San Sebastiano n. 1 (mercoledì e sabato, dalle ore 9 alle 13); Civico Museo Morpurgo, via Imbriani n. 5 (martedì e domenica, dalle 9 alle 13). Al Civico Museo del Mare, via Campo Marzio n. 5 (da martedì a domenica, dalle ore 8.30 alle 13.30) la mostra chiuderà il 15 settembre.

L'appuntamento, è stato realizzato dall'Associazione Juliet in collaborazione con il Comune di Trieste, Assessorato alla Cultura, e con la Direzione Area Cultura Civici Musei di Storia ed Arte.
Questo progetto espositivo ha cercato di legare l'affetto e la memoria dell'artista per la città della sua gioventù con le opere contenute nei suddetti musei, creando così un dialogo tra il presente e il passato. Infatti, Claudio Massini artista dell'arte totale, è vissuto a Trieste fino all'età di diciott'anni,  studiando decorazione pittorica all'Istituto Statale d'Arte "E. e U. Nordio", nella scuola di Riccardo Bastianutto, Ugo Carà, Dino Predonzani. Conoscenze e materiali acquisite all'interno di un percorso di studi tradizionali, ma che ritornano nel suo attuale modo di esprimersi, tutto votato al culto della bellezza e della preziosità della superficie cromatica, fattori oggi coniugati secondo un sentire contemporaneo.
Il primo moto dell'animo che si avverte, come impulsivo e irrefrenabile, nell'avvicinare l'opera di questo grande artista è quello di sfiorare con il palmo della mano la tela dipinta, come se ci si trovasse di fronte a un intarsio di legno e marmo e si pretendesse di saggiare le diverse temperature dei materiali impiegati, o a una pelle conciata e dipinta e si ritenesse di doverne vagliare la rugosità, o a un guscio d'animale lavorato con incastri di zaffiri e rubini e ci venisse il capriccio stimarne la preziosità, o a una tovaglia intrecciata da ricami e bordure e se ne volesse testimoniare l'accuratezza delle finiture.
Tale è lo stupore e la sorpresa che si prova di fronte a queste alchimie pittoriche che, ci pare lecito pensare a un'opera di antica fattura, quasi a un effetto rocaille, mentre, all'opposto, il senso forte della vita, seppure in sottofondo e meno avvertibile, è dato proprio dalla fede in una visione gremita di sensi, nella pagina scritta col segno, che si snoda talvolta a rilievo e talaltra in profondità, come in un intreccio di simboli scarificati.
Siamo dentro una spontanea e genuina esuberanza espressiva; un'esuberanza  che vuole meravigliare (accantonando la centralità del corpo umano), catturare (alimentando l'idea di una vita iperdecorata), colpire con forza (come fossimo investiti dalla caduta repentina e fragorosa di una montagna di rocce e terra), e che pone il suo punto di forza in una tecnica particolarissima e ingannevole.  Ma, al di là di ogni squisito appiglio tecnico, è sostanziale il richiamo indiretto alla testimonianza di artisti di somma levatura: da David (per la compostezza ed eleganza delle sue narrazioni) a Matisse (a causa della fede in un esasperato decorativismo), da Picasso (per una inesausta cavalcata su segni linguistici e materici) a Duchamp (in virtù dell'aspetto intellettualistico e ideologico dell'intero suo lavoro).
Negli anni del relativismo morale e ideologico (ampiamente testimoniati dalla leggerezza volatile di tante opere divulgate da un mercato ufficiale ancorché monocorde), la durezza strutturata di Claudio Massini pretende di fare da argine, fondando, in nome della complessità, una nuova scuola del pensiero figurativo a cui far corrispondere un rigoroso impianto di costruzione formale.
Il progetto, curato da Roberto Vidali e coordinato da Gary Lee Dove, è stato sostenuto da: Pasticceria Penso, da Cheni & Tutta Immobiliare, Museo Ferroviario, Associazione Metastorica, Parco Foundation, Studio Tommaseo-Istituto per la documentazione e diffusione delle arti, Twins Club. Main sponsor: LAMBDA Scientifica srl e C.T.S.
Nella serata inaugurale i vini saranno offerti dal Consorzio Vini Doc Carso; mentre il rinfresco sarà curato da Paolo Grabar e dal Caffè Vatta. Ha assicurato la sua partecipazione l'Accademia musicale-culturale Harmonia di Cividale del Friuli, diretta da Giuseppe Schiff. Per ulteriori info: 040 300241  info@twinsclub.it

Massini Musei Civici Ts 2009