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Martedì 20 Dicembre 2011 - Fabio RINALDI

Foto di FABIO RINALDI, a TRIESTE, via Roma n 20, I piano
presso il Centro Direzionale della BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI STARANZANO E VILLESSE


30.05.2009

Sabato 30 maggio, alle ore 18, alla Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi, avrà luogo l'inaugurazione della mostra di ´ivko Maru¨ic. L'appuntamento è stato realizzato dall'Associazione Juliet in collaborazione con il Comune di Trieste, Assessorato alla Cultura. In mostra saranno proposti i lavori più classici dell'autore: dai paesaggi con figura alle figure isolate; in particolare degne di nota saranno le tele strette e sottili accostate a tele e a carte di piccole dimensioni, alcune di queste sono state realizzate in esclusiva per questo progetto e sono ancora del tutto inedite, mentre altre saranno opere storiche relative alla sua produzione degli anni Ottanta.
´ivko Maru¨ic è nato a Colorno (Parma) nel 1945, ed ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Attualmente risiede a Capodistria. A partire dalla fine degli anni Settanta è stato un acceso fautore del ritorno della pittura alla consustanzialità della figurazione, collegandosi perfettamente, dal suo osservatorio istriano, fin dai primissimi anni Ottanta a un clima di fervore internazionale che va sotto l'egida della Transavanguardia, sigla estetica felicemente coniata da Achille Bonito Oliva, e che peraltro provvederà a dare spazio a questo bravissimo pittore nel libro "La transavanguardia internazionale". In questo senso il suo lavoro di quegli anni si collocherà dentro questa corrente pittorica di cui sarà, senza ombra di dubbio, il massimo interprete d'oltrecortina e che in Italia ha visto crescere autori come Francesco Clemente ed Enzo Cucchi.
Dopo aver realizzato, nel 1982, una memorabile mostra presso il Centro la Cappella di Trieste, ha poi lavorato negli anni sucessivi sempre in maniera discontinua con gallerie italiane e straniere. Al suo attivo ha numerose mostre in spazi pubblici e museali in Slovenia e Croazia.
Il suo primo critico di riferimento è stato Andrej Medved.
L'allegra spensieratezza, lo sguardo ironico e distratto, il bianco addensante e sfilacciato dei primi dipinti degli anni Ottanta, l'esplosione dei suoi campi coloristici, ha poi lasciato lentamente il posto, nei suoi quadri successivi a una figurazione diversa, più contenuta e sottile, quasi popolare e intimista. In questi ultimi lavori la pittura è fluida e calibrata e se di poesia si vuole parlare viene da pensare a Umberto Saba: stesso modo di raccontare: semplice, fluido, anche se i soggetti e i luoghi raffigurati sono ovviamente diversi. Si tratta di immagini di volti, di persone, di fiori, di siepi e di figure contorte: siamo in presenza di un linguaggio appena sbozzato e diretto: la semplicità del linguaggio, il tratto essenziale, ridotto al minimo, evidenzia il senso di disagio dei soggetti rappresentati. La pittura introduce a un mondo dove il valore delle cose, il loro significato, è dato dall'indigestione e dal consumo caotico, quasi in una sorta di accumulazione che inebria, spingendo verso una volontà di potenza che implode in tutte le direzioni. I soggetti, pur in un atteggiamento di sottomissione, hanno una loro intangibile fierezza: accettano un qualcosa di imponderabile da un imprecisato qualcuno, che sembra esercitare un atto di forza nei loro confronti, quasi mettendoli in riga.
Le immagini di questi dipinti ci fanno sentire il reale, ma al contempo, con angoscia, ci ricordano un tempo lontano, una sorta di paese felice e primordiale che riaffiora dal profondo: un tempo storico dove la libertà dell'individuo non era assolutamente precaria.
L'evento, curato da Roberto Vidali e coordinato da Elena Zelco, è sostenuto da: Epoca srl, Hotel l'Albero Nascosto, Pasticceria Penso, Cheni & Tutta Immobiliare, Tipografia Graphart.
Nella serata inaugurale i vini saranno offerti dall'Azienda Agricola ¦kerc e da Girardi Spumanti.
La chiusura della mostra è prevista per domenica 28 giugno. Per ulteriori info: 040 300241  info@twinsclub.it 
Ufficio stampa: Samantha Punis e Luca Signorini.

Comunicato Zivko Marusic 2009