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Martedì 20 Dicembre 2011 - Fabio RINALDI

Foto di FABIO RINALDI, a TRIESTE, via Roma n 20, I piano
presso il Centro Direzionale della BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI STARANZANO E VILLESSE


01.03.2007

Giovedì 1 marzo 2007, dalle ore 21 alle 23, grazie al coordinamento di Gabriella Gabrielli e Roberto Vidali, alla palestra Twins Club di Gary Lee Dove, in via Economo 5, I piano (luogo dove abitualmente si pratica la cura del corpo e dello spirito con corsi di kundulini yoga, di kickboxing, di sculpt & burn), si inaugura la mostra di Giovanni Pulze. La mostra si compone di dodici tele e di tre disegni quadri appositamente realizzati per l'occasione; titolo della mostra: "Angeli". I lavori che qui vengono proposti ruotano attorno al tema di una figura angelica inondata di luce e che ritroviamo in mezzo al traffico caotico della città. Ovviamente la memoria corre subito a Wim Wenders e al suo "Cielo sopra Berlino", ma anche alle creature alate dei Camuni, agli esseri a metà tra la terra e il cielo degli Assiri-Babilonesi e degli Egizi e via discorrendo fino alle esemplificazioni bibliche che tanta parte hanno avuto nella pittura della rinascenza italiana.
L'angelo, quindi, diviene, in Pulze, il collegamento con il divino, il mezzo per raggiungerlo, un tocco d'ali capace di sconfiggere il buio, la paura, l'ansia, l'incubo. Ebbene, se nel passeggiare tra la folla, la bellezza di un dettaglio architettonico, il profumo di un fiore, una luce nel cielo, il fruscio di un abito femminile, ci rimandano a un'armonia superiore, allora vuol dire che un angelo (di Pulze) ci è passato vicino.
La pittura di questo autore è veloce e ansiosa: usando un termine antico diremmo che nell'accentuazione cromatica è molto vicina al calore dell'espressionismo storico, nel senso che cava dall'interno dell'animo la parte più intima delle cose, denudandole, scarnificandole. Per certi versi appartiene alla storia della modernità più travagliata, quella che si è posta al di fuori delle matrici classiche, cercando nella percezione del sacro la sua più intima ragione di esistere.
Pulze nel suoi quadri fissa un'istantanea trasognata della realtà, riprendendo le ombre taglienti e le luci artificiali, e creando un'atmosfera di esistenza provvisoria. » un mondo che talvolta può richiamare in superficie la vita moderna, dinamica e contrastata, ma che nel sottofondo nasconde sempre uno spirito romantico e spirituale. Una luce fredda e gassosa si irradia dalle cose raffigurate, per poi espandersi e abbracciare orizzonti lontani: disegna l'oscillazione di un crepuscolo sospeso fra il preludio di un giorno lontano e la vicinanza della notte: un mare tempestoso, una laguna rosso sangue sono i termini più semplici e comprensibili di una simbologia immediata e capace di smuovere l'animo a "egregie cose".

La mostra (realizzata con il patrocinio del Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura e con la partecipazione di Campus, Corner e Griffe) sarà visitabile nei mesi di marzo e aprile, dalle ore 9 alle 21, da lunedì a venerdì. Per ulteriori info: 040-300241.