15.03.2006
Gabriele Turola "La città dei gatti" 1994
tempera su carta
cm 38x55
Gabriele Turola è nato nel 1945, a Ferrara, città che vanta una illustre tradizione magica: a Ferrara si trovano infatti gli affreschi rinascimentali di Palazzo Schifanoia di carattere astrologico-esoterico, qui ha lavorato il grande Cosmé Tura che applicava l'alchimia alla pittura, qui si è laureato l'alchimista Paracelso e hanno vissuto alla corte estense l' Ariosto e Dosso Dossi, inventori di favole alate.
Turola, le cui radici affondano proprio in questa tradizione, ha incominciato a lavorare per la galleria milanese di Franco Toselli a partire dal 1994. A cura dello stesso Toselli ha tenuto una personale a Ca' di Fra', a Milano, nel 1998 e quindi nella galleria Toselli nel 2002. Ha inoltre allestito mostre in Italia e all'estero: Expo di Bari, Miart di Milano, Artissima di Torino, Artefiera di Bologna. Victor Saavedra di Barcellona. Col di Tokyo, Ippolito Simonis di Parigi, le fiere d'arte di Bruxelles e Berlino. Attualmente lavora con la galleria torinese Biasutti & Biasutti e la galleria ferrarese di Agostino Tortora.
La produzione artistica di Turola fonde gli stimoli che gli provengono dalle avanguardie: astrattismo di Kandinsky, futurismo di Boccioni e Severini, surrealismo di Magritte, onirismo di Chagall, arte povera e concettuale di Boetti, de Dominicis e Salvo, transavanguardia di Nicola De Maria, eleganza di Gio e Lisa Ponti. Da questi impulsi diversissimi deriva una visione del mondo particolare e personalissima, basata su un concetto cosmico-magico che abolisce la distinzione fra realtà e sogno. Ecco, allora, che il microcosmo corrisponde al macrocosmo, secondo un'accezione alchemica, una formica è forte come un elefante (l'etologia ci insegna che il minuscolo insetto riesce a sollevare un peso, in proporzione al suo corpo, superiore a quello di qualunque altro animale), la cosa piccola è importante quanto quella grande, un sasso vale quanto una stella, un filo d'erba è paragonabile a un albero, un bambino delle scuole elementari è sapiente al pari di un professore d'università.
Le opere di Gabriele Turola consistono in caleidoscopiche rappresentano una sorta di cosmogonia in cui tutte le forme di vita (umana, meccanica, animale, vegetale, sole, luna, stelle) sono accostate secondo regole pitagoriche basate sulla pura armonia. Armonia che riflette come uno specchio la gioia e l'amore dell'universo che spetta a ognuno di noi percepire. L'Universo, come un grande treno, viaggia nello spazio lasciando la scia delle sue ruote variopinte: il pittore dipinge in trance, come uno sciamano e percepisce il profumo dell'anima universale. Ogni colore è collocato al posto giusto per permettere a noi spettatori di penetrare nei segreti del Cosmo e attingere alla fonte della saggezza poetica. Se per l'autore il genio è una farfalla che si posa su un fiore, allo stesso modo la pittura racchiude un significato filosofico e ludico: il pittore è un novello Noè che nella sua arca porta in salvo i colori per sottrarli al naufragio. Così, le opere di questo artista racchiudono i colori dell'arcobaleno in quanto rappresentano un mondo variopinto le cui forme prismatiche e ortiche ricordano le sfaccettature dei cristalli.
Come ha scritto Franco Toselli: "Per Turola lo sponsor occulto di Porto franco è l'arcobaleno. Come indicato nella teoria delle frottole di Andersen e nei racconti delle sorelle Grimm, è il figlio scemo, l'innocente, l'eroe della storia, colui che disattiva l'autorità con il talento dell'allegria".
Tutto questo mondo baluginante di colori e poeticità del pittore Gabriele Turola lo vedremo a Trieste, allo Spazio Juliet, MERCOLEDI' 15 marzo 2006, vernice dalle ore 18 alle 21.
La mostra è curata da Roberto Vidali. Per ulteriori info: rv@julietart.net 329-2229124.
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Gabriele TUROLA: "KING KONG", acrilico su tela, cm 30x20, anno 2005 |
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