Venerdì 16 aprile 2010

OPERA

XII Settimana della Cultura

Venerdì 16 aprile 2010 alle ore 11
presentazione dell'opera di CLAUDIO MASSINI
Salone Piemontese di Palazzo Economo piazza Libertà 7 Trieste
iniziativa firmata da Roberto Vidali per Associazione Juliet
Claudio Massini è artista largamente affermato sulla scena nazionale e internazionale grazie a una lunga serie di mostre in gallerie private oltre che in musei e gallerie pubbliche, ma anche un nome da anni noto al pubblico triestino grazie alle numerose mostre organizzate dall'Associazione Juliet. Di lui, una figura di spicco della critica come Philippe Daverio ha scritto: "La prima sensazione che si avverte nell'avvicinare il lavoro di Claudio Massini è il desiderio di sfiorare con il palmo della mano la superficie dipinta, come se ci si trovasse di fronte a un intarsio di legno e marmo e si pretendesse di sentire le diverse temperature dei materiali impiegati, o a una pelle conciata e dipinta e si ritenesse di doverne vagliare la rugosità. È ovvio il richiamo indiretto alla testimonianza di artisti di somma levatura: da Jacques-Louis David per la compostezza ed eleganza delle sue narrazioni, ad Henri Matisse per la fede nel decorativismo fino a Pablo Picasso per una inesausta cavalcata su segni linguistici e materici".
Massini è artista, anzi pictor, come avrebbe sottolineato De Chirico, dai forti legami con la tradizione figurativa pittorica. Ciò non significa pittore tradizionale, quanto artista e intellettuale profondamente consapevole della storia, capace di stendere la propria imagerie per mezzo di un tessuto assolutamente contemporaneo proprio perché sintesi di un percorso che spazia dall'antica pittura cinese alla Metafisica, dall'immagine concettuale a una raffinatezza non priva di tratti postmoderni. E che tuttavia rifiuta l'appoggio e il sostegno delle etichette. Queste, pur utili per tracciare una possibile mappa interpretativa, mostrano tutti i loro limiti di fronte all'opera, perché quella di Massini è opera dalla forte presenza materica - sono oltre ottanta le velature di colore applicate una sull'altra - capace di avvolgere lo spettatore trascinandolo in dimensioni di immobilità sognante ma lucidissima. In mondi in cui pagode, vasi, ampolle - assente di riguardo nelle opere di Claudio Massini è la figura umana - grappoli di fiori esotici, pergole e arredi à la page sono composti spesso secondo regole spaziali inedite, intese a ravvivare l'attenzione dello sguardo che troppo spesso sorvola la superficie del quadro immaginando di comprenderne il segreto. A quest'occhio frettoloso, a un pensiero contento del proprio giudizio, la pittura di Massini pone un ostacolo lieve ed elegante, esigendo un'attenzione più vigile, la disponibilità a oltrepassare il consueto schema mentale per scandagliare le ricchezze della superficie ma anche delle profondità convogliate dall'artista. Come ci ricorda un'altra voce della critica, quella di Maurizio Vanni, la pittura di Massini, "pur non essendo totalmente staccata dalla realtà, ha proprie regole e propri confini", e "la distanza che intercorre tra ciò che si vede e ciò che si crede di vedere offrono alla soggettività individuale un grande spazio di movimento".

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