Giacomino PIXI
Maggio 2006
di R.Vidali
-Innanzitutto ti debbo chiedere a bruciapelo: chi te l'ha dato un nome così strampalato? "Beh, è un nome d'arte che mi è arrivato ancora nel lontano 1982. Mi sembrava divertente, perchè univa un animaletto di Walt Disney con il soprannome di un mio caro amico d'infanzia, ma se non ti piace per la prossima volta lo cambio"
-Che cosa ci fai a Trieste?
"Ogni tanto ci capito, così, un po' per caso e un po' per noia, tanto quale migliore città per annoiarsi di Trieste?"-Intendo dire, tu sei lucano di origine, come mai sei capitato in questa città? "Per i casi della vita debbo risponderti; con il treno, diranno in futuro i biografi, se vorranno dedicarsi alla mia anomalia".
-Quindi, se tu avessi potuto scegliere, saresti andato da un'altra parte, che ne so a Parigi piuttosto che a Instanbul e dedicarsi all'arte contemporanea sarebbe stato più facile? "Sì, in definitiva, un posto vale l'altro, ma c'è sempre un posto che vale più di qualche altro. Considera infine che io sono un orso di campagna e spesso sto in terra friulana, dalle parti di San Leonardo, in compagnia del mio cugino Gigiazzo, ed è per questo che mi hanno definito il compagnuccio di merenda di quell'altro strambotto che al secolo fa Piermario Ciani".
-Allora, in definitiva, questa città ti piace oppure no? "Questa città ha belle facciate, ma qui le persone sono più passatiste dei veneziani, il che è tutto un dire e non lascia davvero ben sperare".
-Credi che ci siano delle prospettive di riscatto, che ci sia qualche possibilità di imboccare la porta per il futuro oppure Trieste è destinata a un lento e inesorabile esaurimento? "A dire il vero, a tutti i creativi, io do il medesimo consiglio: trasferitevi a Milano o a Berlino o a Londra o a Pechino (la sequenza è volutamente messa in ordine di difficoltà, of course). A chi pretende di restare su questa zattera, non resta che remare contro la corrente, stringendo i denti".
-Ma, insomma, tu che cosa hai trovato di buono in questa città e perchè ogni tanto sei in transito da queste parti? Perchè non ci vai tu in Cina e poi ci insegni la strada? "Dici, bene, di passaggio. Mai fermarsi più del dovuto, per non prendere il morbo della nostalgia e della palude. Comunque, qui ci trovo i dolci della rinomata pasticceria Penso (le granatine, le dobos, le napoletane, ecc) l'opportunità di pubblicare qualche mio vacuo pensiero e qualche disegnetto. Perchè non vado in Cina? Non conosco il cinese e poi ormai non ho più vent'anni".
-Tu sei amico d'infanzia del pittore Claudio Massini; secondo te, come mai la mostra di Claudio Massini, proposta dall'Associazione Juliet è stata accolta dal Comune di Conegliano e ospitata al Palazzo Sarcinelli, invece di trovare pronta accoglienza presso le pubbliche istituzioni della città di Trieste? "Non conosco tutti i tortuosi meandri dei nostri governanti culturali. Quello che ho saputo da quelle poche info che mi hanno dato i quattro caballeros della rivista Juliet è che sostanzialmente fuori di Trieste sono più svegli e pronti a prendere la palla al balzo di quanto non si sappia fare in questa città. Comunque io direi: non demordete e insistete".