Bonomo FAITA
ottobre 2002
di R.Vidali
Che cosa ti piace di più di Trieste: il panorama, il cibo o le ragazze? "Di Trieste mi piace il fatto che ci sia il mare, che si possa aprire la porta e si possa vedere il mare".
C'è un intento dissacratorio nell'insieme della tua opera? "Assolutamente no: quello che voglio dire, dopo tutti i richiami di Ciampi all'amore di Patria, è che anche l'animale più umile, come appunto l'asino, che sulla sua groppa ha portato la Madonna nella fuga in Egitto, e sul quale Cristo entrò a Gerusalemme, può comprendere questi propositi, così per istinto. L'animale, qui, è ovvio, sta per l'illetterato, per chi non ha potuto studiare, per chi vuol capire le cose con il sentimento invece che con la ragione. Non sempre gli intellettuali, i dotti e i sapienti hanno ragione, la storia ce lo insegna; ecco perché gli animali e le bandiere di un paese sono preferibili a tanti discorsi infiocchettati: a loro ci si può rivolgere d'istinto, con i moti del cuori e non con la freddezza del ragionamento".Ebbene, in definitiva, tu lavori soprattutto con il piccolo formato: foto e pittura su carta."Sì, piccole foto dipinte, in formato amatoriale, mescolate a dipinti su carta, sempre di piccole dimensioni, conditi con un po' di ironia e di scanzonato divertimento".Una radice astratta che costruisce meccanicamente i suoi rapporti interiori, e una radice labirinticamente saldata al mondo delle cose; infine, un occhio fotografico che sorprende le cose ma le immerge in situazioni improbabili..."È possibile impostare il ragionamento anche in questo modo, tuttavia l'esperienza estetica si dovrà misurare col dialogo che queste serie di immagini intrattengono tra di loro e unitariamente, verso la definizione del perimetro fantastico che le contiene". Sono anche opere belle e vendibili? "Io credo di sì e poi, soprattutto, sono comprensibili, di prezzo contenuto e invitano al sorriso. Sono consapevole che l'esistenza è problematica, ma la bellezza del mondo è talmente assoluta che la nostra stessa vita ne resta magicamente contagiata; si tratta solo di accorgersene".
Bonomo Faita: "Senza Titolo" 2002, pittura su carta, cm 26.5x42