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News

20.08.2008

G I O V A N N I P U L Z E alla S E R R A di VILLA REVOLTELLA, v i a M a r c h e s e t t i n. 37, T r i e s t e

04.09.2008

Antonio Serrapica allo Spazio Juliet - TRIESTE

11.09.2008

"T R E + T R E" al TWINS CLUB A.S.D.C. - via Economo 5 - Trieste

14.09.2008

Plinio Martelli da J U L I E T - P A R C O F o u n d a t i o n d i C a s i e r (TV)

15.10.2008

F R A N C OU L E al TWINS CLUB - via Economo 5 - Trieste

triestèfotografia


Annamaria IODICE

In breve, ci puoi parlare dei tuoi ultimi lavori? "Le mie opere pittoriche sono in realtà degli appunti, dipinti molto slegati da considerazioni tipiche di una necessaria (ineluttabile) contemporaneità. Ho avvicinato il mondo fluviale ed é qualcosa che mi permette di dimenticare le angosce della creazione artistica e di perdermi nella sfumatura di verde giada. Trovo che sia un diritto dell'uomo nonviolento essere amato dal colore, dal tramonto e dalla luna, tutte quelle banalità dalle quali i Futuristi, almeno a parole, rifuggivano".
Ti puoi soffermare sugli aspetti più insoliti del suo lavoro? "Il mio lavoro ha un duplice aspetto: quello espressivo (che può vivere autonomamente, ma che é anche strumento di riflessione ai fini di una conoscenza) e quello dei sistemi che la plasticità cerebrale elabora nel connettere le informazioni che determinano emozioni, le quali a loro volta evocano ricordi, formando cosÏ nuove configurazioni. Per esempio, in un sistema ad albero, codesta duplicità determina una tridimensionalità e poi una multidimensionalità non ancora leggibili, ma capaci di ulteriori sviluppi. Questo é il motivo per cui é sempre presente, nella mia ricerca, un aspetto che rifugge dal senso marcato della chiusura (che può essere compositiva ma anche formale, cromatica, gestuale). Questo fa sÏ che le potenzialità siano sempre libere di svilupparsi anche nello spazio o nel movimento: é quindi un ambito di ricerca affascinante perchè ispirato al desiderio della conoscenza come conquista di spazi di libertà che non bisogna mai dimenticare di avere. Sono questi gli spazi siderali ai quali mi riferisco spesso e oggi é viepiù necessario navigarvi per adeguarsi ai sistemi sempre più complicati che, affascinanti e utili, sono alla portata di tutti".
E se tu dovessi definirlo con soltanto tre parole? "Offerte, ringraziamenti, ricerche".
Credi che il riferimento con il movimento storico del Blauer Reiter ti sia in qualche modo pertinente? "Forse per il comune interesse per il colore, inteso come tramite e protagonista al tempo stesso".
Trovi simpatie o affinità nelle esperienze artistiche contemporanee? "Oggi come oggi di affinità non riesco a trovarne molte, perchè i contenuti delle attuali ricerche artistiche sono troppo lontani dai miei interessi, mentre le esperienze artistiche di Beato Angelico, dell'età paleocristiana, della Cappella medicea (di Michelangelo ndr) e della Vergine delle Rocce (di Leonardo ndr) hanno dentro di sè una vita che vale la pena di condividere".
Nella città di Trieste, trovi delle analogie con la Napoli delle tue origini? "Si, specialmente paesaggistiche e poi qualcosa nella comunicatività di alcune persone che rende queste città stranamente vicine. Napoli é sempre stata una città troppo tumultuosa e complessa e in definitiva difficile da afferrare. Ultimamente ci vado per sempre meno tempo per cui Trieste é un pò diventata la mia Napoli di un tempo".
In definitiva a Trieste ci passeresti più di qualche mese? "Si, penso ne valga la pena".


Annamaria IODICE "Paesaggio celestino 2" 2003, olio su tela, particolare


Annamaria IODICE "Affresco su mattone antico" 2000, cm 13x23 ca


Annamaria IODICE "Affresco su mattone antico" 1999, cm 10 x10