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News

Giovedì 16 Settembre 2010

Ci può essere una narrazione che fa cornice a un ritratto o, per dirla in altro modo, ci può essere un ritratto che si riflette nel contesto che lo contiene? Questo è l'assunto da cui parte ...

Mercoledì 15 Settembre 2010

Nell'ambito della 6° edizione del festival internazionale triestèfotografia organizzato dall'Associazione Culturale Juliet, l'artista triestino Massimo Premuda presenta la sua più recente ricerca fotografica ...

Martedì 14 Settembre 2010

L'amodalità, sia che questa debba leggere sul piano del linguaggio scritto e parlato, sia su quello del linguaggio visivo, caratterizza tutta l'opera e il modo di vivere di questo autore. Per amodalità, quindi, si vuole intendere ...

Martedì 22 Giugno 2010

Martedì 22 giugno, alle ore 19.00, al Miti caffè di via Torrebianca 39/b, a Trieste, si inaugura una mostra con le più recenti e tipiche opere di Antonio Serrapica.
Essendo artista e per di più partenopeo ...

Mercoledì 12 maggio 2010

Maru¨ic non è chic né trendy; questo è poco ma sicuro. Non indossa jeans Armani né scarpe Converse, non ama My Space e non ha un flirt con Kristin Davis, Uomo Vogue non gli ha ancora dedicato una ...

Io c'ero ...

CARLO "GRANDIFOGLIE" FONTANA ALLA SERRA

Vernissage della mostra di Carlo Fontana alla Serra del Barone Revoltella di Trieste.

MAYA ZIGNONE ALLO SPAZIO JULIET di TRIESTE

Vernissage della mostra di Maya Zignone allo Spazio Juliet di Trieste.


Annamaria IODICE

ottobre 2005
di R.Vidali

In breve, ci puoi parlare dei tuoi ultimi lavori? "Le mie opere pittoriche sono in realtà degli appunti, dipinti molto slegati da considerazioni tipiche di una necessaria (ineluttabile) contemporaneità. Ho avvicinato il mondo fluviale ed é qualcosa che mi permette di dimenticare le angosce della creazione artistica e di perdermi nella sfumatura di verde giada. Trovo che sia un diritto dell'uomo nonviolento essere amato dal colore, dal tramonto e dalla luna, tutte quelle banalità dalle quali i Futuristi, almeno a parole, rifuggivano".
Ti puoi soffermare sugli aspetti più insoliti del suo lavoro? "Il mio lavoro ha un duplice aspetto: quello espressivo (che può vivere autonomamente, ma che é anche strumento di riflessione ai fini di una conoscenza) e quello dei sistemi che la plasticità cerebrale elabora nel connettere le informazioni che determinano emozioni, le quali a loro volta evocano ricordi, formando cosÏ nuove configurazioni. Per esempio, in un sistema ad albero, codesta duplicità determina una tridimensionalità e poi una multidimensionalità non ancora leggibili, ma capaci di ulteriori sviluppi. Questo é il motivo per cui é sempre presente, nella mia ricerca, un aspetto che rifugge dal senso marcato della chiusura (che può essere compositiva ma anche formale, cromatica, gestuale). Questo fa sÏ che le potenzialità siano sempre libere di svilupparsi anche nello spazio o nel movimento: é quindi un ambito di ricerca affascinante perchè ispirato al desiderio della conoscenza come conquista di spazi di libertà che non bisogna mai dimenticare di avere. Sono questi gli spazi siderali ai quali mi riferisco spesso e oggi é viepiù necessario navigarvi per adeguarsi ai sistemi sempre più complicati che, affascinanti e utili, sono alla portata di tutti".
E se tu dovessi definirlo con soltanto tre parole? "Offerte, ringraziamenti, ricerche".
Credi che il riferimento con il movimento storico del Blauer Reiter ti sia in qualche modo pertinente? "Forse per il comune interesse per il colore, inteso come tramite e protagonista al tempo stesso".
Trovi simpatie o affinità nelle esperienze artistiche contemporanee? "Oggi come oggi di affinità non riesco a trovarne molte, perchè i contenuti delle attuali ricerche artistiche sono troppo lontani dai miei interessi, mentre le esperienze artistiche di Beato Angelico, dell'età paleocristiana, della Cappella medicea (di Michelangelo ndr) e della Vergine delle Rocce (di Leonardo ndr) hanno dentro di sè una vita che vale la pena di condividere".
Nella città di Trieste, trovi delle analogie con la Napoli delle tue origini? "Si, specialmente paesaggistiche e poi qualcosa nella comunicatività di alcune persone che rende queste città stranamente vicine. Napoli é sempre stata una città troppo tumultuosa e complessa e in definitiva difficile da afferrare. Ultimamente ci vado per sempre meno tempo per cui Trieste é un pò diventata la mia Napoli di un tempo".
In definitiva a Trieste ci passeresti più di qualche mese? "Si, penso ne valga la pena".


Annamaria IODICE "Paesaggio celestino 2" 2003, olio su tela, particolare


Annamaria IODICE "Affresco su mattone antico" 2000, cm 13x23 ca


Annamaria IODICE "Affresco su mattone antico" 1999, cm 10 x10